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Dove passare una notte insolita in Sicilia

La Sicilia è la seconda isola nel Mediterraneo per la presenza di strutture ricettive alternative agli hotel. Qui, l’82% di esse sono extralberghiere, un dato che si qualifica al secondo posto nel gruppo di isole greche dell’Egeo.

Ci sono all’incirca 6000 realtà diversificate tra loro, come B&B, camping, case vacanza, agriturismi, imbarcazioni e molte altre, che hanno resistito meglio rispetto agli alberghi durante la pandemia. Queste percentuali arrivano dal rapporto Otie, acronimo di Osservatorio turismo dell’economia delle isole, in cui viene approfondito lo studio che analizza lo sviluppo dell’ospitalità nelle isole europee.

Nei termini assoluti della classifica, la Sicilia è passata da un’offerta ricettiva di 400mila ad oltre 1milione, posizionandosi come seconda per la presenza di strutture ricettive extralberghiere. 

Ma in tutti questi numeri, vorremmo rivolgere l’attenzione ad alcune delle strutture più insolite in cui poter soggiornare, nella nostra amata Sicilia.

Casa Araba, l’antica casa dei pescatori

La casa araba di Marzamemi prende il nome dal luogo in cui si trova, ovvero la vecchia tonnara di Marzameni del ‘700, e in origine era una vecchia dimora dei pescatori. Il nome ha origine araba, ovvero ‘Marzameni’ significa piccolo porto. La casa venne ristrutturata e i suoi arredi e decori rievocano la sensazione di trovarsi dall’altra parte del Mediterraneo, a Marrakech, da dove prevengono la maggior parte dei decori. Dalla ristrutturazione si ottennero un ampio soggiorno, una piccola cucina, una camera da letto, un bagno con lavanderia e un soppalco che diventa la seconda zona notte. 
Dalla cucina si accede a un’area esterna che si affaccia sull’antico spiazzo di carico e scarico delle merci del vecchio porto, diventato oggi una stupenda piazza sul mare.

Baglio Occhipinti: l’azienda fortificata

Un altro complesso molto particolare è la masseria il Baglio Occhipinti, che sorge sui resti di un antico palmento del ‘600. Sita nella Val di Noto, dove sono ancora conservate le fosse calcaree per la raccolta dei mosti in una delle aree comuni, offre 12 camere completamente immerse nel verde con vista sui filari di viti e i Monti Iblei. Il termine Baglio indica un’azienda agricola fortificata e ha un’etimologia che si ritrova nella cultura araba, latina e greca.

Il restauro avvenuto nel più totale rispetto del territorio e dell’architettura originale di questa struttura è ad opera di Fausta Occhipinti, architetto paesaggista che ha voluto ricreare un luogo capace di accogliere e affascinare i viaggiatori del mondo incantandoli con il calore delle case siciliane.

I muri in pietra naturale hanno un continuo dialogo con gli oggetti della tradizione contadina, come nel caso dei mobili d’epoca artigianali, che valorizzano al meglio la storia e la tradizione del territorio. 

La Dimora delle Balze, la tenuta dai mille colori

Undici colori per undici camere. Questa è la Dimora delle Balze a Noto, in cui ogni disegno e decorazione è un omaggio agli artisti siciliani che resero famoso il nome dell’Isola. Oltre ai colori e agli elementi di design, le stanze si caratterizzano anche per la presenza di affreschi risorgimentali. All’interno della struttura sono presenti tre saloni, ognuno con la possibilità di ospitare circa trenta persone. 

Inoltre, predomina nella tenuta una grande corte quadrangolare, sul lato sinistro della quale si affacciano le stanze, mentre sul lato destro un antico cancello conduce all’abitazione padronale. 

Il giardino padronale, anticamente impreziosito da panche di pietra, ospita oggi i resti delle colonne classiche pre-esistenti e dei terrazzamenti allestiti con poltrone e oggetti di design. 

Borgo Alveria, il Country Resort sui resti di un antico convento

Borgo Alveria si trova a Noto Antica, sul sito di un antico convento di frati minori fondato nel 1451 e distrutto dal terremoto nel 1693. Ancora presenti sono i resti delle mura antiche. L’etimologia del nome alvarium deriva dal latino, che sta per alveare, data la sua importanza per la produzione di miele durante l’antichità. 

Attraversando un arco del 1642 che resistette al terremoto, è l’entrata alla struttura che ospita 13 camere, per un totale di 32 posti letto. Le stanze sono dislocate in fabbricati del ‘700 restaurati secondo uno stile moderno che accosta il design all’antiquario della tradizione siciliana. Il Borgo si compone di piccole corti interne e di 19 ettari di terreno, uno spettacolo alla vista.

Ma, nonostante la Sicilia si sia classificata al secondo posto per presenza di strutture extra-alberghiere in Europa, c’è chi ancora preferisce dormire in hotel, piuttosto che prenotare in altri tipi di alloggi. Per questo, abbiamo deciso di segnalare un albergo che spicca nel panorama dell’hotellerie per le sue caratteristiche uniche.

Atelier sul mare: un albergo museo dove si può dormire dentro le opere

Questo hotel si trova nel grazioso borgo siciliano di Castel di Tusa, in provincia di Messina. La struttura si affaccia su di un bellissimo tratto di mare, incastonata nella natura che lascia il fiato sospeso, incorniciata dai Monti dei Nebrodi.
Provate ad immaginarvi di dormire all’interno di un’opera d’arte, dove non basta osservare dall’esterno un bel quadro, ma si può vedere direttamente l’idea dell’artista, della scelte delle sfumature ai suoi pensieri più profondi.

Qui, sono presenti 40 camere di cui 20 sono state decorate da artisti di fama internazionale e ogni mano ha lasciato un viaggio all’interno dell’arte. L’altra metà delle stanze “standard”, se così si può dire, hanno comunque un tocco unico nell’arredamento e nel design che caratterizzano tutti gli ambienti dell’Atelier sul Mare.

L’ideatore di questa meraviglia è Antonio Presti, che ha già alle spalle la lavorazione della Fiumara d’arte, il parco di sculture più grande d’Europa, situato sempre in Sicilia lungo il fiume Tusa.

Vi è venuta voglia di partire? Qui, si ha solo che l’imbarazzo della scelta!

 


Giulia Nari

 

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