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La Befana in Sicilia: usanze e festeggiamenti

Se da un lato la Befana è una festività pagana, dall’altro è un rituale religioso. La parola ”epifania”  significa ”apparizione” e indica, secondo il cattolicesimo, l’arrivo dei Re Magi alla capanna di Gesù, dodici giorni dopo il Natale. Stando alla cultura popolare invece, la storia della famosa vecchina è da ricollegarsi al racconto di figure femminili che di notte volavano sui campi appena seminati per propiziarsi il raccolto.

Nella maggior parte delle case la Befana viene ricollegata alle calze donate ai bambini, che possono essere piene di dolci o di carbone a seconda del comportamento dei piccoli nel corso dell’anno. In Sicilia, in particolare, è una festività molto sentita e celebrata in modo diverso a seconda della località. Quest’anno, causa Covid-19, non si potranno svolgere tali manifestazioni, ma vediamo lo stesso cosa sarebbe accaduto in varie parti dell’Isola.

L’epifania siciliana

A Contessa Entellina, Mezzojuso e Piana degli Albanesi, zone del palermitana di origine albanese appunto, oltre ai rituali nella Chiesa, viene rappresentato il battesimo di Gesù. Nello specifico, viene immersa una croce per ben tre volte nell’apposita vasca e durante la terza immersione viene liberata una colomba, a simboleggiare lo Spirito Santo.

Rimanendo nei dintorni di Palermo, ma spostandosi a Gratteri, ci si imbatte in un’altra tradizione. Qui si racconta che la Befana, detta ”a Vecchia”, abiti in una grotta (la Grattara) sita proprio di fronte al centro abitato. E la sera del 31 gennaio, in groppa a un asinello vestita di bianco, la si vede raggiungere il paese per distribuire doni e dolcetti ad adulti e piccini.

Giungendo a Messina, invece, si cambia totalmente modalità. Infatti, nella piazza principale del quartiere “Bordonaro” viene allestito “upagghiaru“, una costruzione alta 9 metri che simboleggia un albero. Sulla cima svetta una croce addobbata di pane, frutta e altre prelibatezze, che consiste nel premio che si aggiudica chi fra i 14 partecipanti la sera dell’Epifania riesce prima a raggiungerlo arrampicandosi.

I festeggiamenti si concludono con una rappresentazione in maschera volta a raffigurare il conflitto fra l’uomo e la natura, “U’ cavadduzzu e l’omu sabbaggiu”.

L’augurio di ognuno di noi è che il prossimo anno si possa tornare a vivere queste tradizioni.

 

 

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