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Autunno in Sicilia sulle vie del foliage

Autunno in Sicilia sulle vie del foliage

Avete presente quel momento dell’autunno in cui le foglie iniziano a tingersi delle più calde tonalità di giallo, di arancio rame e rosso fiammante prima di cadere? Quel momento di straordinaria bellezza del paesaggio, fugace ma intenso, come gli attimi di felicità, in cui la natura dà il meglio di sé prima di fermarsi a riposare? Ecco, quello è il foliage e la Sicilia si rivela a sorpresa uno dei luoghi più suggestivi dove ammirarlo. Escursionisti e fotoamatori scaldate i rullini!

Dalle Madonie all’Etna, la natura che incanta

La luce del sole filtra morbida tra le fronde, quasi malinconica. Un’aria frizzante di brina, fragrante di muschio e profumi del sottobosco ci avvolge. Un lontano aroma di caldarroste accompagna il nostro girovagare a passo felpato, su sentieri nascosti da leggere coperte di foglie. Tutt’intorno la natura dipinge un paesaggio cangiante: i verdi intensi dell’estate si incupiscono e cedono la scena al giallo e al marrone, e poi all’ocra, al ruggine, al vinaccia. Passeggiamo sotto la danza delle prime foglie cadenti che, come farfalle, lasciano gli alberi e volteggiano, lente. No, non è una scena di Autumn in New York e questo non è Central Park. Non ci troviamo nemmeno tra i monti del Vermont, le foreste giapponesi o le faggete del Nord Europa. Siamo nel Parco delle Madonie, in Sicilia.

Tra ottobre e novembre il foliage sulle Madonie dipinge un quadro d’autore: i rari esemplari di abete dei Nebrodi, lecci, roverelle, faggi, si tingono di meravigliose tonalità autunnali, da immortalare o da osservare con la lente del cuore. Per chi preferisce perdersi tra i piccoli borghi, il foliage offre uno spettacolo itinerante sul tragitto Pollina-San Mauro Castelverde e poi giù fino a Geraci Siculo e Gangi, passando per Petralia Soprana e Petralia Sottana. Agli amanti del trekking questa vasta area protetta di 162 km² a sud di Palermo apre itinerari mozzafiato. I meno esperti partiranno da Piano Battaglia verso Pizzo Carbonara e Monte Mufara, sede di una delle faggete più belle e accessibili della Sicilia. I più navigati procederanno verso Bosco Pomieri, lasciando magari la macchina presso il Club Alpino Siciliano prima di addentrarsi tra magnifiche querce secolari e imponenti piante di agrifoglio, le più grandi d’Europa, 5 metri di diametro per 20 di altezza e una storia lunga 500 anni.

Sui Nebrodi tra laghi d’alta quota

Sulla dorsale dei Nebrodi il paesaggio in autunno si accende e la vegetazione riflette i suoi caldi colori in specchi d’acqua montani. A Portella Femmina Morta, immersi in un bosco fiabesco e incontaminato, tra greggi e branchi di suini neri dei Nebrodi, una stradina sterrata ci porta al lago di Maulazzo. Siamo a 1400 metri di quota, e tra esemplari secolari e qualche ruscello da guadare con facilità, arriviamo a Biviere, un immenso lago sospeso tra due faggete, dove tutto è color oro e il silenzio è quasi irreale.

Da Portella dell’Obolo verso il bosco della Tassita, inizia un percorso adatto anche ai bambini che, grazie al lungo anello di pietre collocate ad indicare il cammino, potranno seguire a mo’ di Pollicino. In autunno i magnifici esemplari di tasso si ricoprono di bacche scarlatte, gli aceri indossano il loro rosso migliore e ghiri e ghiandaie fanno capolino prima del letargo. A est i faggi accendono i versanti dei Monti Peloritani del loro giallo intenso e il trekking d’autunno si avvolge di mistero tra le querce della Riserva di Malabotto e le leggende dell’Argimusco. Se avete voglia di angoli remoti, un luogo incredibilmente suggestivo è il monte Sambughetti-Campanito, dove pioppi, querce e faggi si alternano a una miriade di laghetti e stagni, dimora della tartaruga palustre siciliana.

Fiamme di colore sull’Etna

L’autunno in Sicilia è una stagione tutta da scoprire. Tra ottobre e novembre l’isola assume un volto nuovo, insolito, lontano dall’immaginario turistico tradizionale e l’Etna offre uno degli itinerari di foliage più belli d’Italia. Siamo nella zona di Sant’Alfio, dove le foglie della betulla endemica puntellano d’oro le vecchie colate laviche del versante orientale. E poi lingue fiammanti e pennellate giallo zafferano tra i boschi di Ragabo, Piano Provenzana, Timparossa a nord, Piano del Vescovo e dell’Ilice a est, fino alle pendici, dove il Castagno dei Cento Cavalli, l’albero più antico e più grande del mondo, monumento di pace Unesco, custodisce vecchie leggende nella sua chioma ramata.

Il senso perduto del tempo

In Sicilia il mare in autunno è così tiepido da concedere ancora gli ultimi tuffi. Noi abbiamo voluto condurvi lungo percorsi nuovi, tra insospettabili magie cromatiche, dove l’aria si tinge d’oro e d’antico, tra boschi e radure, per diventare testimoni di un piccolo miracolo che la natura ci offre, instancabile, di cui dovremmo godere appieno. Momijigari lo chiamano in Giappone, andare a caccia di foglie rosse, l’arte di ricercare il tempo e i luoghi migliori per assistere al cambiamento della natura. Una filosofia, un rito antico, un tempo intimo, perché viaggiare a volte è rallentare e prendersi il tempo per osservare.

 

 

di Stefania Capassi

 

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